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 HAMZA: IL LEONE DI ALLAH

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MessaggioOggetto: HAMZA: IL LEONE DI ALLAH   Ven Apr 25, 2014 8:44 pm

HAMZA: IL LEONE DI ALLAH
A cura di Mamdouh AbdEl Kawi Dello Russo



Hamza Ibn Abdul Mutalib Ibn Hashim Ibn Manaf (che Allah sia compiaciuto di lui) il più giovane figlio di Abdul Muttalib, era lo zio del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) ed uno dei suoi primi sostenitori e convertiti all’Islam.

Nacque a Mecca due anni prima della nascita del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui). Fu anche il fratello di latte del Profeta (pace e benedizione su di lui) nutriti dalla stessa donna Halima (che Allah sia compiaciuto di lei). Hamza era un valoroso guerriero possente. Egli fu onorato con il titolo di Leone di Allah dal Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) per il suo coraggio incomparabile. Dopo aver accettato l’Islam Hamza (che Allah sia compiaciuto di lui) si dedicò alla causa del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) e dell’Islam. Rimase come un’ombra per il Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) durante le diverse crisi. Hamza guadagnò nome e fama per il suo ottimo coraggio nella battaglia di Badr. In quella battaglia i musulmani uccisero molti capi Quraish tra cui Abu Jahl.

Il giorno 17 del mese di Ramadan, dell’anno 2 dopo l’Egira (623 d.c.), nell’oasi di Badr avvenne una battaglia tremenda, che cambiò il corso della storia, vinta dai musulmani, aiutati da Allah che mandò come sostegno alcune schiere di angeli, guidati dall’Angelo Gabriele, è così che terminò la battaglia di Badr. Abù Sufyàn, che odiava il Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) e l’Islam, nonostante fosse il cugino e fratello di latte, corse da Abù Lahab e gli raccontò ciò che accadde:

“Abbiamo incontrato il nemico, gli abbiamo voltato la schiena e ci hanno messo in fuga o preso prigionieri a loro piacimento. Tuttavia non posso biasimare nessuno dei nostri perché non dovevamo affrontare solo loro, ma anche uomini vestiti di bianco [gli angeli], montati su cavalli pezzati che stavano tra il cielo e la terra, che non risparmiavano nessuno e che nessuno poteva contrastare”.

Hind, moglie di Abù Sufyàn, nella battaglia aveva perso il padre ‘Utbah, lo zio Shaybah e il fratello Walìd. Giurò vendetta contro Hamzah, che le uccise il padre e lo zio: “Quando i Quraysh si prenderanno la loro rivincita sull’armata musulmana, e ciò accadrà, mangerò crudo il fegato di Hamzah!”.

Hamzah (che Dio sia compiaciuto di lui) uccise nella battaglia di Badr ‘Utbah, il padre di Hind e del musulmano Abù Hudhayfah (che Allah sia compiaciuto di lui). Il Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) ordinò di gettare tutti i corpi morti degli infedeli in una fossa, fra questi quello di ‘Utbah, e ciò avvenne proprio davanti agli occhi del figlio, convertito all’Islam.

Visto questa sconfitta, i dirigenti della Mecca prepararono un attacco, mandarono sul campo di battaglia 3000 uomini, cominciò così la battaglia di Uhud, un vero disastro per i musulmani. Perse la vita Hamzah, ucciso in combattimento dallo schiavo abissino Wahshi Ibn Harb con una lancia. Wahshi era tra i più grandi lanciatori. Il Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) fu ferito gravemente, ma alla fine vinsero, erano questa volta 1000.La morte di Hamza (che Allah sia compiaciuto di lui) avvenne durante la battaglia di Uhud. Il Profeta (pace e benedizione su di lui) in quel giorno rischiò di perdere la vita. Fu colpito da una pioggia di pietre e ferito al volto da due frecce, uno dei suoi denti anteriori erano rotti. Dei musulmani, settanta uomini furono uccisi, tra i quali Hamza lo zio del Profeta (pace e benedizione su di lui). Degli infedeli, ventidue uomini morirono. Probabilmente, se i musulmani avessero ascoltato l’ordine del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) la battaglia di Uhud non sarebbe finita in quel modo disastroso, e Allah ne sa di più. Wahshi tornò sul corpo di Hamzah, gli aprì il ventre, estrasse il fegato e lo portò a Hind che prese il fegato, mangiò un pezzo e sputò il resto. Raggiunse il corpo di Hamzah, e, non soddisfatta di avergli fatto strappare il fegato, tagliò il naso, le orecchie e le altri parti del corpo. Ordinò alle altre donne di mutilare gli altri musulmani, uno spettacolo orrendo, montò su una roccia e intonò un canto di trionfo. In seguito proprio Hind assieme al marito si convertì all’Islam.

“E non dite che sono morti coloro che sono stati uccisi sulla via di Allah, ché invece sono vivi e non ve ne accorgete”. (Corano, Sura Al Baqara/ La Giovanca, v. 154).

Hamzah fu avvolto in un mantello e il nostro Profeta (pace e benedizione su di lui) pregò per lui, e fece così anche per gli altri 72 morti. Rimase scioccato il nostro Profeta (pace e benedizione su di lui) quando vide il cadavere di Hamza mutilato, e coprì il suo corpo immediatamente con un lenzuolo. Dopo di lui arrivò Safiyya (che Allah sia compiaciuto di lei) per dare l’ultimo saluto a suo fratello martire, che volle a tutti costi vederlo, nonostante le atroci mutilazioni, disse:

“Si, ho sentito che quei miserabili hanno mutilato il corpo del mio amato fratello: non è molto nella strada di Allah e dovremmo essere rassegnati a questo. Sopporterò tutto ciò pazientemente e che Allah, nella Sua Grazia, possa avere misericordia di noi tutti”.

Zubair (che Allah sia compiaciuto di lui) e nipote di Hamza, disse:

“Scorgemmo una donna che si avvicinava al posto in cui erano stati messi insieme i martiri di Uhud. Quando fu più vicina mi resi conto che si trattava proprio di mia madre. Mi feci avanti per fermarla, ma lei provò di essere troppo forte per me. Mi spinse di lato dicendo: ‘Lasciami sola’. Quando le dissi che l’Inviato di Allah (pace e benedizione su di lui) aveva proibito che lei vedesse il corpo, desistette immediatamente dal suo proposito e spiegò: ‘Sentendo la notizia della morte di mio fratello ho portato un paio di lenzuoli per il suo sudario. Prendi questi lenzuoli ed usali’. Prendemmo i lenzuoli e cominciammo ad avvolgervi il corpo, quando i nostri occhi caddero sul corpo di un ansàri, Suhail (che Allah sia compiaciuto di lui). Anche lui giaceva lì vicino, nelle stesse condizioni. Considerammo una vergogna avvolgere Hamza (che Allah sia soddisfatto di lui) in due lenzuoli e lasciare il corpo di un altro musulmano nudo: decidemmo, quindi, di avvolgere ognuno dei corpi in un lenzuolo. Però, uno dei lenzuoli era più grande dell’altro, così tirammo a sorte ed il più grande toccò a Suhail (che Allah sia soddisfatto di lui). Vedemmo che il lenzuolo destinato ad Hamza (che Allah sia compiaciuto di lui), essendo troppo piccolo, non avrebbe coperto il suo corpo: se avessimo coperto la testa, i piedi rimanevano scoperti, e se avessimo tirato giù il lenzuolo per coprire i piedi la testa si scopriva. Il Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) disse: ‘Coprite la testa con il lenzuolo ed i piedi con foglie d’albero’.”

Ibn Mas’ud disse : “Non abbiamo mai visto il Messaggero di Allah piangere così tanto come è stato per Hamza ibn Abdul Muttalib . Lo diresse verso la Qiblah, [come si fa per ogni morto musulmano] poi rimase al suo funerale e singhiozzò”. Hamza (che Allah sia soddisfatto di lui) è tra i martiri in Paradiso.

Tratto da “Mondo Islam” n. 17

il video: http://www.youtube.com/watch?v=GJT896CbxYs&list=UU4Ai3ps4lGJOG-JqAS8tnTQ


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